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Bibliografia

All'Università La Sapienza di Roma si è svolto un convegno dal titolo "Servizio civile, diritto allo studio e integrazione dei portatori di handicap". L' iniziativa comprendeva un seminario giuridico sull' obiezione di coscienza e sul servizio civile sostitutivo di quello militare, una tavola rotonda sull' integrazione degli studenti handicappati nella vita dell' ateneo e la presentazione dell' opuscolo "Forze assenti". L' analisi è stata centrata soprattutto sul servizio di accompagnamento di studenti disabili con obiettori di coscienza iniziato nel febbraio 1984. Questo servizio dovrà senza dubbio essere ampliato, migliorato, inoltre dovranno essere risolti i problemi derivanti dalle omissioni, dai boicottaggi, dai ritardi del Ministero della Difesa, che troppo spesso non mantiene gli impegni e i termini contenuti nella convenzione stipulata con "La Sapienza" e con "l' Opera Universitaria" Tutti sono stati concordi nel sottolineare l' estrema importanza del servizio che in tre anni ha permesso a oltre 40 studenti disabili di frequentare l' ateneo. E' emerso invece una valutazione negativa e preoccupante sullo stato delle barriere architettoniche all' interno dell' Università. Sempre a Roma si è svolto un convegno organizzato dagli operatori di base della scuola sul tema "Handicap, cosa fare dopo la scuola dell' obbligo?". Dal dibattito è uscita la denuncia del fatto che per i disabili, dopo la scuola dell' obbligo, non c' è alcuna garanzia di poter continuare gli studi anche se lo meritano. Infatti non esiste alcuna norma che imponga l'inserimento degli handicappati nelle classi superiori e di conseguenza tutto è lasciato in balia dei presidi e degli insegnanti. Anche la RAI, su proposta del Dipartimento Scuola e Educazione, ha approvato recentemente la bozza di un programma sul tema "Handicap e pregiudizio"
 
Durante il Convegno di Rimini è stata presentata un'esperienza secondo la quale è possibile utilizzare il 'computer' anche nel recupero di bambini con gravi difficoltà di apprendimento. Questo strumento è stato affiancato alle normali terapie di psicomotricità e logopedia, all' interno delle strutture pubbliche riabilitative. I bambini interessaati sono portatori di handicap cognitivi, cioè presentano soprattutto difficoltà nell' apprendimento della lettura e della scrittura. Secondo la teoria procedurale dell' acquisizione delle competenze, che prende avvio dall' informatica, tali difficoltà di apprendimento sono interpretabili come errori nell' applicazione di alcune procedure cognitive generali. L' errore, tuttavia, va analizzato e compreso a fondo, perchè proprio attraverso di esso si arriva a sviluppare nel soggetto una data abilità. Si può utilizzare, così, la costruzione di algoritmi e diagrammi a blocchi nella comunicazione didattica, per guidare lo sviluppo delle capacità logiche di base, con fini di espressione, previsione e azione diretta sulla realtà. In particolare, possono essere risolti i problemi di linguaggio, soprattutto il passaggio da significante a significato, mediante i linguaggi artificiali. In generale, un'impostazione didattica deve considerare le differenze tra i bambini nei ritmi di apprendimento, nello sviluppo mentale e le diverse capacità di ritenzione individuali. Dopo aver elaborato una diagnosi sull' handicap, l' insegnante può predisporre itinerari individualizzati, basati sulle esigenze di sviluppo specifiche del singolo bambino. Nell' esperienza citata sono stati utilizzati, ad es., lo "structured reinforcement" (per la rilevazione oggettiva delle conoscenze, la registrazione dei progressi e dei risultati, ad es. nella balbuzie ed altre difficoltà di lettura), i "mathematical skills" (per le abilità logico-matematiche), i video-giochi (per la capacità di previsione, la motricità fine, il coordinamento) e il "word processing" (molto positivo soprattutto nei suoi ultimi sviluppi)
 
Il volume si occupa dei disturbi dell'apprendimento scolastico: gli alunni che ne sono affetti raramente sono "certificati". Questo significa che essi non possono avere un sostegno e, come conseguenza, che sviluppano spesso un pessimo rapporto con la scuola e con lo studio in generale. Nella prima parte gli A. forniscono una serie di consigli per il miglioramento della velocità e della correttezza della lettura, della scrittura e della comprensione e produzione del testo scritto. Si occupano inoltre delle abilità di calcolo e della soluzione dei problemi di matematica. Nella seconda parte vengono affrontate le difficoltà "aspecifiche", non collegate cioè a specifiche difficoltà di apprendimento: difficoltà attentive, visuospaziali, legate a disagi emotivo-relazionali. Viene affrontato inoltre il problema dei disturbi misti di apprendimento, di quegli alunni cioè che hanno prestazioni inferiori ai livelli attesi in più aree di apprendimento. Nella terza parte infine vengono descritti i modelli sperimentali da utilizzare per la misura degli effetti del trattamento.
 
Si presentano i vantaggi del linguaggio informatico nell'educazione, particolarmente nel recupero cognitivo del ritardo mentale. Si ritiene, infatti, che il sistema scolastico possa migliorare la propria funzionalità proprio fondando l' insegnamento su metodologie analitiche di controllo, mediante l' uso di 'computer'. Ciò richiede agli insegnanti soltanto la conoscenza di alcuni principi di psicologia dell' apprendimento e di alcune regole di programmazione. Per il recupero dell' insufficienza mentale sono dunque necessari: a) un modello evolutivo di riferimento, di tipo cumulativo o interazionale; b) una accurata diagnosi che raccolga dati sulla storia e sul comportamento attuale del soggetto, e valuti le sue effettive abilità e conoscenze; c) un programma individualizzato: è soprattutto in questo terzo momento che l' insegnante - o l' educatore - può essere efficacemente affiancato dal 'computer', attraverso l' impiego di algoritmi di apprendimento. Questi permettono di impostare il problema, scomporre il compito in sequenze di operazioni elementari, strutturare e organizzare le unità didattiche in vista di determinati obiettivi. Inoltre, l'uso di algoritmi permette una visione 'standard' della situazione specifica, utilizzabile anche da operatori diversi ad un alto livello di oggettività. Viene presentato, a questo proposito, un esempio operativo di programmazione algoritmica progettato per un soggetto insufficiente mentale medio, il cui ritardo è per lo più dovuto a deficit di tipo ambientale. L' intervento si articola in un pacchetto di sei programmi, dettagliatamente descritti, con particolare attenzione alla struttura tecnica del diagramma di flusso e ai vari momenti del controllo e della verifica
 



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