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Bibliografia

Nell'ambito di una ricerca promossa dall' IRRSAE Liguria, sull' inserimento di audiolesi nella scuola dell' obbligo, è emersa l' importanza del calcolatore quale strumento di integrazione. Nella prima parte dell' articolo sono descritte le esperienze compiute in alcune situazioni scolastiche, volte ad accertare la validità di metodologie informatiche di comunicazione e di insegnamento. Nella seconda parte si evidenziano i limiti di tali esperienze: l' isolamento in cui si trovano i bambini sordi e la precarietà di docenti di sostegno. Nell' ultima parte si illustra il Progetto di Rete del CNR finalizzato alla creazione di una struttura di coordinamento telematico tra le varie scuole frequentate da bambini sordi. Con lo scopo di superare i limiti precedentemente evidenziati, il progetto è divenuto esecutivo dal settembre del 1989. E' presente una bibliografia
Autore: Maria Pia Conte
Data: 1990
 
La vasta diffusione dei computer è dovuta alla versatilità di questo strumento dotato di una capacità pressochè illimitata di manipolazione di simboli: esso infatti permette di risparmiare fatica e consente manipolazioni simboliche più estese di quelle che riusciremmo ad eseguire in base alle nostre capacità naturali. In quest'ottica va inquadrato l'utilizzo del computer come aiuto per i portatori di handicap: per l'handicap di natura fisica il computer costituisce una possibile interfaccia tra il soggetto e l'ambiente circostante mentre per altri tipi di handicap possono essere utilizzati programmi di apprendimento guidato o di simulazione.
 
Si presentano i vantaggi del linguaggio informatico nell'educazione, particolarmente nel recupero cognitivo del ritardo mentale. Si ritiene, infatti, che il sistema scolastico possa migliorare la propria funzionalità proprio fondando l' insegnamento su metodologie analitiche di controllo, mediante l' uso di 'computer'. Ciò richiede agli insegnanti soltanto la conoscenza di alcuni principi di psicologia dell' apprendimento e di alcune regole di programmazione. Per il recupero dell' insufficienza mentale sono dunque necessari: a) un modello evolutivo di riferimento, di tipo cumulativo o interazionale; b) una accurata diagnosi che raccolga dati sulla storia e sul comportamento attuale del soggetto, e valuti le sue effettive abilità e conoscenze; c) un programma individualizzato: è soprattutto in questo terzo momento che l' insegnante - o l' educatore - può essere efficacemente affiancato dal 'computer', attraverso l' impiego di algoritmi di apprendimento. Questi permettono di impostare il problema, scomporre il compito in sequenze di operazioni elementari, strutturare e organizzare le unità didattiche in vista di determinati obiettivi. Inoltre, l'uso di algoritmi permette una visione 'standard' della situazione specifica, utilizzabile anche da operatori diversi ad un alto livello di oggettività. Viene presentato, a questo proposito, un esempio operativo di programmazione algoritmica progettato per un soggetto insufficiente mentale medio, il cui ritardo è per lo più dovuto a deficit di tipo ambientale. L' intervento si articola in un pacchetto di sei programmi, dettagliatamente descritti, con particolare attenzione alla struttura tecnica del diagramma di flusso e ai vari momenti del controllo e della verifica
 



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