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Bibliografia

Il computer può essere usato per insegnare concetti elementari in modo semplice e divertente: è in questi termini che diviene un ottimo collaboratore nella riabilitazione dei bambini disabili, non certo addentrandosi nella complessita della sua programmazione. Inizialmente è presentato il metodo di "apprendimento senza errori", ripercorrendo le esperienze di Terrace sui piccioni, e le sue possibili applicazioni. In particolare è descritta una possibilità di impiego con bambini di ritardo mentale medio e medio-lieve con disturbi di apprendimento circa il concetto di quantità. In seguito sono illustrate le opportunità offerte dall'uso del computer nell' ambito di una simile strategia didattica. Nell' articolo sono presenti dei riferimenti bibliografici
Autore: Fabio Celi
Data: 1991
 
Il presente nucleo monotematico raccoglie i lavori del Convegno organizzato a Casalnoceto (Al) il 30 ottobre 1995 dal Centro di Ricerca delle Tecnologie dell'Istruzione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dal Centro di Riabilitazione Paolo VI di Casalnoceto. Gli studiosi sottolineano e analizzano nei vari contributi le potenzialità del computer nell'istruzione del ritardato mentale, non solo come supporto e facilitatore all'apprendimento, ma anche come strumento di potenziamento cognitivo. Indice. Introduzione (Carrubba, Letizia). Il connessionismo come interpretazione del funzionamento mentale (Sartori, Giuseppe; Liccione, Davide; Lo Priore, Corrado). L'uso del computer come facilitatore dell'apprendimento. Un'esperienza con un disabile cognitivo anartrico (Stella, Giacomo). L'utilizzo del computer nel ritardo mentale (Celi, Fabio). Il potenziamento cognitivo: uso del computer e del problem solving (Pilone, Maurizio). Problem solving interpersonale (Morgavi, Tiziano; Gatti, Claudio). Un computer per maestro (Chiapparoli, Roberto). Il metodo Feuerstein: un programma di potenziamento cognitivo. Aspetti teorici e proposte applicative nel ritardo mentale (Muzio, Carlo; Banco, Elisabetta; Cattaneo, Maria; Manfredi, Paolo). Sartori et al. illustrano nei primi contributi la recente teoria connessionista e dimostrano attraverso una simulazione al computer l'ipotesi di funzionemanto di una rete neurale. Stella e Celi ribadiscono la funzionalità del computer nella didattica, purchè siano rispettateche però deve rispondere a due condizioni: gli scopi del programma devono essere comprensibili al soggetto che li utilizza e le funzioni realizzate dal sistema esperto devono essere almeno in parte possedute dal soggetto che lo utilizza. I contributi successivi presentano i risultati di tre sperimentazioni effettuate presso il Centro "Paolo VI" e l'Istituto Psicoterapico "Dosso Verde" di Pavia: la prima ha mirato a sviluppare un potenziamento delle abilità cognitive e metacognitive tramite un addestramento al problem solving interpersonale; la seconda ha realizzato un modello operativo di potenziamento cognitivo attraverso l'utilizzo del Metodo Feuerstein; la terza ha utilizzato il computer in ambito abilitativo e riabilitativo attraverso due esperienze di musicoterapia cognitiva e di logoterapia.
 
Si presentano i vantaggi del linguaggio informatico nell'educazione, particolarmente nel recupero cognitivo del ritardo mentale. Si ritiene, infatti, che il sistema scolastico possa migliorare la propria funzionalità proprio fondando l' insegnamento su metodologie analitiche di controllo, mediante l' uso di 'computer'. Ciò richiede agli insegnanti soltanto la conoscenza di alcuni principi di psicologia dell' apprendimento e di alcune regole di programmazione. Per il recupero dell' insufficienza mentale sono dunque necessari: a) un modello evolutivo di riferimento, di tipo cumulativo o interazionale; b) una accurata diagnosi che raccolga dati sulla storia e sul comportamento attuale del soggetto, e valuti le sue effettive abilità e conoscenze; c) un programma individualizzato: è soprattutto in questo terzo momento che l' insegnante - o l' educatore - può essere efficacemente affiancato dal 'computer', attraverso l' impiego di algoritmi di apprendimento. Questi permettono di impostare il problema, scomporre il compito in sequenze di operazioni elementari, strutturare e organizzare le unità didattiche in vista di determinati obiettivi. Inoltre, l'uso di algoritmi permette una visione 'standard' della situazione specifica, utilizzabile anche da operatori diversi ad un alto livello di oggettività. Viene presentato, a questo proposito, un esempio operativo di programmazione algoritmica progettato per un soggetto insufficiente mentale medio, il cui ritardo è per lo più dovuto a deficit di tipo ambientale. L' intervento si articola in un pacchetto di sei programmi, dettagliatamente descritti, con particolare attenzione alla struttura tecnica del diagramma di flusso e ai vari momenti del controllo e della verifica
 
In relazione alle persone con ritardo mentale le tecnologie informatiche possono essere di supporto agli educatori oppure possono aiutare direttamente le persone disabili ad accedere alle informazioni e a strutturare il proprio apprendimento. Dopo una definizione di ritardo mentale, le AA. indicano alcuni percorsi educativi che sfruttano l'uso dell'informatica per il raggiungimento di una maggiore autonomia e integrazione sociale. I percorsi educativi sono stati pensati sia per aree che per obiettivi da raggiungere e i software sono stati così raggruppati a seconda delle diverse aree di intervento.
 
Il volume raccoglie gli atti di due recenti convegni sulle tematiche del ritardo mentale e dell'autismo, spaziando dalle problematiche di ordine clinico all'integrazione scolastica passando dalle diverse tecniche di riabilitazione fino all'utilizzo dell'informatica, soffermandosi anche su tecniche particolari quali l'approcchio TEACCH, la comunicazione aumentativa alternativa, l'arteterapia e la pet-therapy.
 
L' avvento delle tecnologie multimediali ha suscitato grandi aspettative riguardo alla loro applicazione nell'educazione di alunni con difficoltà di apprendimento. L'articolo riporta un'esperienza di lavoro con software multimediali condotta con un gruppo di studenti in situazione di handicap di scuola media. Vengono evidenziate le potenzialità di questo approccio - che favorisce un apprendimento più attivo e collaborativo e lo sviluppo di un atteggiamento metacognitivo - e le difficoltà che presenta per questa categoria di studenti, legate principalmente alla complessità del messaggio multimediale. In particolare vengono analizzati: l'uso dei simboli, proprio della multimedialità; la forma ipertestuale come variazione rilevante nell'approccio apprenditivo; l'aspettativa legata all'aumento della dimensione strategica dell'attività di ricerca ed esplorazione proposta dal programma multimediale. (EDS). L'articolo presenta l'esperienza condotta dall'associazione "La nostra famiglia" su 30 alunni preadolescenti con ritardo mentale. La scelta di utilizzare software multimediali a carattere didattico come strumenti per raggiungere traguardi d'apprendimento è giustificata dalla più diretta fruibilità del simbolo (che il software multimediale offre contemporaneamente in forma iconica, verbale, sonora) che presenta un minor grado di astrazione rispetto a quello tradizionale, legato alla parola scritta. Gli AA. osservano alcune fondamentali differenze tra l'apprendimento classico, basato sul libro, e quello qui sperimentato. Il processo cognitivo legato all'utilizzo di programmi multimediali è infatti teso principalmente al raggiungimento della consapevolezza (e non più della competenza) intesa come processo metacognitivo di riflessione, controllo e presa di coscienza sui propri processi di indagine e di pensiero; gli alunni non apprendono contenuti stabiliti una volta per tutte, ma compiono veri e propri percorsi di ricerca, affiancati da insegnanti che assumono un ruolo sempre meno direttivo e sempre più collaborativo; sono sostenuti e rinforzati da feedback costruttivi piuttosto che valutativi e, quindi, motivati a mettere in atto stili cognitivi individuali. (PSI)
 



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