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Bibliografia

Gli AA, dopo aver brevemente presentato le caratteristiche dell'autismo e di alcuni programmi educativi, propongono numerose schede di lavoro, raggruppate per aree, dall'area affettivo-relazionale a quella della comunicazione e del linguaggio, da quella dell'autonomia a quella motoria e quella cognitiva. Per ognuna, dopo una breve analisi teorica, vengono presentate semplici attività e indicati strategie e strumenti, anche informatici, per poter ottenere risultati positivi.
 
L'art. presenta gli strumenti, i programmi e la didattica con il computer destinati a bambini con deficit visivi anche gravi. Offre indicazioni su come affrontare il lavoro quotidiano, cercando soluzioni sempre adeguate al bambino, al suo problema, agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Un bambino con problemi visivi può usare il computer in modo molto efficiente e funzionale; a volte sarà necessario acquisire apparecchi o programmi aggiuntivi, ma in molti casi sarà sufficiente configurare opportunamente una normalissima postazione e prendere opportuni accorgimenti perché il bambino con deficit visivo possa, assieme ai compagni, applicarsi alle attività didattiche che normalmente vengono svolte in aula informatica.
Autore: Flavio Fogarolo
Data: 2001
 
Le difficoltà che gli studenti incontrano nei rapporti con la matematica, soprattutto nella scuola secondaria, sono aggravate da disabilità o svantaggio. Spesso, soprattutto in presenza di disabilità intellettive, la matematica appare uno scoglio insuperabile e si rinuncia tout-court a proporre a questi ragazzi un itinerario di apprendimento. Tuttavia molte abilità di tipo matematico hanno un ruolo essenziale per la comprensione e la gestione di gran parte delle situazioni che la vita quotidiana propone e dunque per una migliore qualità della vita. In questo libro si esamina il senso del "fare matematica" e la sua utilità ai fini della crescita della persona. I presupposti disciplinari di base sono accompagnati da alcuni software didattici e da schede di attività e proposte concrete. Il v. si propone come testo per i corsi per Insegnanti Specializzati nel Sostegno nella Scuola Secondaria, ma si presta anche ad una utile lettura da parte di singoli insegnanti che si pongono il problema di avanzare a ciascun alunno le proposte didattiche più adeguate.
 
L'A. affrontra i problemi connessi all'apprendimento del linguaggio informatico da parte di alunni sordi. Sostiene la necessità di utilizzare insieme linguaggio orale, scritto e lingua dei segni: il docente di informatica deve partire dalla comunicazione visiva cui deve prestare particolare attenzione, anche per le ulteriori difficoltà create dal fatto che la lingua dell'informatica non è l'italiano ma l'inglese. Grande cura deve mettere anche nella disposizione dell'aula e nelle proprie posture. Insieme, vanno studiati sistemi che rendano agevole la comprensione del testo che compare sul monitor. Per colmare la distanza che comunque resta è necessario che al docente si affianchi un insegnante di LIS che consenta di rafforzare quanto appreso.
Autore: Andrea Borri
Data: 2006
 
L'articolo propone una riflessione sul tema della "comunicazione facilitata" attraverso personal computer o altri strumenti, aiutata da un adulto facilitatore e rivolta a persone autistiche o con gravi disturbi della comunicazione. Il metodo della comunicazione facilitata ha suscitato reazioni, positive e negative, molto forti: da un lato, sostenitori entusiasti ne evidenziano le potenzialità per sviluppare una conoscenza più appronfondita di alcuni disturbi evolutivi e un rapporto nuovo con i soggetti che ne sono affetti; dall'altro viene duramente criticato perchè non ne sono chiari i presupposti teorici e, in condizioni sperimentali, si è dimostrato inefficace. L'autore esplora i precedenti storici e propone un punto di vista allo stesso tempo cauto ed aperto.
 



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