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Bibliografia

Il processo di lettura è estremamente complesso e richiede molto tempo e impegno per essere appreso. Proprio tenendo conto di questo e delle difficoltà che molti alunni incontrano nel leggere scorrevolmente e comprendere ciò che leggono, gli AA. presentano un CD-Rom per la scuola primaria che mira a fronteggiare e prevenire i possibili effetti negativi legati all'apprendimento della lettura, non solo per quel che riguarda la padronanza strumentale ma anche per l'aspetto della comprensione del testo.
 
Come rispondere all'esigenza di predisporre una didattica per recuperare competenze deboli e obiettivi non raggiunti? Cosa fare per recuperare davvero? Se l'intervento didattico mirato al recupero produce certamente un qualche incremento negli apprendimenti di tipo procedurale, difficilmente l'insegnamento basato sull'allenamento e la ripetizione può creare schemi concettuali stabili e stili di pensiero capaci di padroneggiare la complessità di un testo, di una situazione problematica, di un piano di scrittura. Con questo nuovo libro gli AA. si sono proposti di perseguire i seguenti obiettivi: costruire la necessaria competenza pedagogica e metodologica che consenta di progettare percorsi didattici che permettano, anche all'alunno in difficoltà, di accedere al sapere; costruire competenze comunicative e relazionali che rendano i docenti capaci di affrontare le situazioni di diversità senza appiattirle sul deficit; attivare processi alti e migliorare contemporaneamente le abilità tecniche.
 
Il testo parte dal presupposto che sia necessario dare ai ragazzi con Disturbi Specifici dell'Apprendimento la consapevolezza di potercela fare da soli. Questo obiettivo può essere raggiunto sfruttando alcune caratteristiche dell'informatica che può aiutare nella diagnosi e nell'individuazione precoce del deficit, per potenziare le abilità di letto-scrittura e per compensare le difficoltà. Vengono quindi proposti alcuni strumenti e alcune strategie da adattare poi alle situazioni specifiche ma che possono già costituire una traccia di lavoro.
 
Allo Smau, la fiera dell'informatica italiana, è stato presentato nell' autunno del 1987 un sistema particolarmente adatto ai non vedenti: un personal computer in grado di parlare di leggere da un foglio dattiloscritto. Dotato di una scheda contenente un chip per la sintesi vocale, creata dall' ingegner La Ferlita, e di un programma che permette di selezionare ciò che si vuole ascoltare a voce, cui ha collaborato l' avvocato Nardone presidente dell' associazione "Radio Club ciechi d' Italia", l' elaboratore permette di sentire anche l' output della tastiera. Completato da uno scanner, modulo per la lettura dei caratteri stampati, il computer diviene particolarmente adatto per l' inserimento dei privi di vista nel mondo del lavoro. L' avvocato Nardone chiede che il mezzo, del costo attuale di tre milioni di lire, sia inserito nell' elenco degli ausili gratuiti per i disabili
Autore: Rossana Ciani
Data: 1987
 
L'articolo documenta l'utilizzo del programma "Nascondo" - software di pubblico dominio realizzato dal progetto INDIS per esercizi di cloze - con alunni di terza (sei classi) e quarta elementare (una classe). Il percorso è stato così articolato: testi di ingresso su carta, da svolgere individualmente, in classe; approccio alla macchina per piccoli gruppi; avviamento al programma "Nascondo"; attività individuale di completamento di testi al computer - non più di tre per incontro, secondo i cinque livelli di difficoltà individuati in precedenza -; stampa del brano completato; discussione e confronto sulle difficoltà incontrate, le strategie utilizzate; lettura ed analisi collettiva dei brani più complessi; test finale su carta, I risultati evidenziano come lo sforzo di "decifrare" lettere e parole venga in parte superato dall'uso appagante del computer; il mouse riduca le difficoltà derivanti dalla scrittura; la brevità e gradualità dei testi permetta anche ai bambini con difficoltà di comprensione di arricchire le proprie competenze linguistiche; la discussione di gruppo si traduca in nuove strategie operative; la tecnica del cloze si presti ad osservare e verificare il livello linguistico-cognitivo degli alunni e a stimolarli ad una riflessione linguistica complessa e diversificata.
 
E'stato sperimentato un programma coadiuvante la terapia per la cura della balbuzie in soggetti adulti, sfruttando la capacità di somministrare stimoli e di catturare l' attenzione del calcolatore. La macchina aiuta la correzione di comportamenti errati attraverso esercizi di risposta su tastiera a stimoli visivi ed uditivi, sollecita il carattere automatico di lettura e di produzione della parola, simula situazioni reali, interagisce col paziente. L' uso del programma non richiede alfabetizzazione informatica e non sostituisce il lavoro del logopedista che può personalizzare la terapia e variare la difficoltà degli esercizi in tempo reale. Inoltre parlando al computer il paziente non si sente ridicolizzato, l' autonomia nella gestione del programma determina un miglioramento dell' autostima e si ottiene un prolungamento della esposizione alla cura anche senza la diretta partecipazione del logopedista. Unico limite la mancanza di un buon sintetizzatore vocale
Autore: AA.VV.
Data: 1988
 
Durante il Convegno di Rimini è stata presentata un'esperienza secondo la quale è possibile utilizzare il 'computer' anche nel recupero di bambini con gravi difficoltà di apprendimento. Questo strumento è stato affiancato alle normali terapie di psicomotricità e logopedia, all' interno delle strutture pubbliche riabilitative. I bambini interessaati sono portatori di handicap cognitivi, cioè presentano soprattutto difficoltà nell' apprendimento della lettura e della scrittura. Secondo la teoria procedurale dell' acquisizione delle competenze, che prende avvio dall' informatica, tali difficoltà di apprendimento sono interpretabili come errori nell' applicazione di alcune procedure cognitive generali. L' errore, tuttavia, va analizzato e compreso a fondo, perchè proprio attraverso di esso si arriva a sviluppare nel soggetto una data abilità. Si può utilizzare, così, la costruzione di algoritmi e diagrammi a blocchi nella comunicazione didattica, per guidare lo sviluppo delle capacità logiche di base, con fini di espressione, previsione e azione diretta sulla realtà. In particolare, possono essere risolti i problemi di linguaggio, soprattutto il passaggio da significante a significato, mediante i linguaggi artificiali. In generale, un'impostazione didattica deve considerare le differenze tra i bambini nei ritmi di apprendimento, nello sviluppo mentale e le diverse capacità di ritenzione individuali. Dopo aver elaborato una diagnosi sull' handicap, l' insegnante può predisporre itinerari individualizzati, basati sulle esigenze di sviluppo specifiche del singolo bambino. Nell' esperienza citata sono stati utilizzati, ad es., lo "structured reinforcement" (per la rilevazione oggettiva delle conoscenze, la registrazione dei progressi e dei risultati, ad es. nella balbuzie ed altre difficoltà di lettura), i "mathematical skills" (per le abilità logico-matematiche), i video-giochi (per la capacità di previsione, la motricità fine, il coordinamento) e il "word processing" (molto positivo soprattutto nei suoi ultimi sviluppi)
 
Il volume si occupa dei disturbi dell'apprendimento scolastico: gli alunni che ne sono affetti raramente sono "certificati". Questo significa che essi non possono avere un sostegno e, come conseguenza, che sviluppano spesso un pessimo rapporto con la scuola e con lo studio in generale. Nella prima parte gli A. forniscono una serie di consigli per il miglioramento della velocità e della correttezza della lettura, della scrittura e della comprensione e produzione del testo scritto. Si occupano inoltre delle abilità di calcolo e della soluzione dei problemi di matematica. Nella seconda parte vengono affrontate le difficoltà "aspecifiche", non collegate cioè a specifiche difficoltà di apprendimento: difficoltà attentive, visuospaziali, legate a disagi emotivo-relazionali. Viene affrontato inoltre il problema dei disturbi misti di apprendimento, di quegli alunni cioè che hanno prestazioni inferiori ai livelli attesi in più aree di apprendimento. Nella terza parte infine vengono descritti i modelli sperimentali da utilizzare per la misura degli effetti del trattamento.
 
Le difficoltà che gli studenti incontrano nei rapporti con la matematica, soprattutto nella scuola secondaria, sono aggravate da disabilità o svantaggio. Spesso, soprattutto in presenza di disabilità intellettive, la matematica appare uno scoglio insuperabile e si rinuncia tout-court a proporre a questi ragazzi un itinerario di apprendimento. Tuttavia molte abilità di tipo matematico hanno un ruolo essenziale per la comprensione e la gestione di gran parte delle situazioni che la vita quotidiana propone e dunque per una migliore qualità della vita. In questo libro si esamina il senso del "fare matematica" e la sua utilità ai fini della crescita della persona. I presupposti disciplinari di base sono accompagnati da alcuni software didattici e da schede di attività e proposte concrete. Il v. si propone come testo per i corsi per Insegnanti Specializzati nel Sostegno nella Scuola Secondaria, ma si presta anche ad una utile lettura da parte di singoli insegnanti che si pongono il problema di avanzare a ciascun alunno le proposte didattiche più adeguate.
 
In questo articolo si mostra come alcuni studenti autistici abbiano manifestato abilità cognitive, di lettura, di scrittura e di calcolo del tutto insospettate grazie alla tecnica della comunicazione facilitata. Viene illustrata brevemente tale tecnica che prevede la presenza di un "facilitatore" che affianca il soggetto reggendogli l'avambraccio o la mano. Tale sostegno serve anche per aiutare a cominciare a scrivere e per trasmettere sostegno emozionale. Il facilitatore non interviene nella scelta delle lettere nè di altri elementi come immagini o forme geometriche e dovrebbe attenuare gradatamente il sostegno fisico. Vengono illustrati diversi esempi di applicazione di tale tecnica con bambini e ragazzi autistici a dimostrazione della sua efficacia.
 
La pubblicazione riporta i contributi di autorevoli studiosi in materia dei disturbi dell'apprendimento, raccolti in occasione del 4° convegno "Imparare: questo è il problema. La dislessia da dove viene e dove va" e del 5° convegno "Imparare: questo è il problema. Contorni e dintorni della dislessia. Sviluppo, educazione, istruzione, riabilitazione, emozioni, relazione nel bambino con DSA". La dislessia viene affrontata da un punto di vista neuropsicologico, funzionale e riabilitativo con attenzione particolare ai fattori contestuali e psicologici. Intento del Servizio Minori, che si occupa di disturbi dell'apprendimento, è quello di promuovere un momento formativo di alto livello. In quest'ambito si riconosce il diritto di ogni bambino con DSA ad una diagnosi accurata ed esauriente che definisca la qualità e l'entità del disturbo, per definire l'ambito dell'apprendimento scolastico compromesso (lettura, scrittura, calcolo) e il tipo di difficoltà che può essere di ordine fonologico, visuo-percettivo, meta cognitivo e linguistico. Il secondo diritto da garantire è quello della possibilità di avvalersi, nei casi più gravi, di un apprendimento individualizzato in grado di assicurare un percorso scolastico adeguato alle difficoltà cognitive o sensoriali.
 
Una cinquantina di non vedenti hanno terminato i corsi per utilizzatori ciechi del Pc-Vox, riconquistando l'autonomia nella scrittura e nella lettura grazie ad un programma di sintesi vocale che comunica all' utente tutti i caratteri e i contenuti presenti sul video. Tale sistema, promosso dall' Associazione Radio Club Ciechi d' Italia, consente un controllo efficace del testo scritto ed una sua comunicazione diretta con i vedenti tramite stampante, permettendo, ad esempio, un inserimento naturale nella normale attività scolastica. In campo professionale divengono accessibili ai non vedenti programmi di archivio e di contabilità o si facilitano lavori di centralino, sistema Rubivox per rubriche telefoniche. Nel settore telematico si studia l' interfacciamento con sistemi teletext e videotext guardando all' editoria elettronica come unico modo di accesso alla cultura bibliotecaria per i non vedenti. Particolare interesse si rivolge all' impiego di CD Rom per la loro maneggevolezza e compatibilità con la sintesi vocale
 
Le AA. analizzano le problematiche legate all'apprendimento relative a studenti non vedenti o ipovedenti ed evidenziano i punti critici del percorso scolastico soprattutto nelle fasi iniziali legate alle disabilità di base quali lettura, scrittura e calcolo. Sottolineano quindi le possibilità che offre l'utilizzo del computer e danno diverse indicazioni sulle caratteristiche della postazione informatica e sui possibili software.
 



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