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Bibliografia

L'articolo racconta l'incontro e la relazione dell'A. con Franco, 8 anni, bambino con tratti autistici, e con gli insegnanti e i compagni della scuola elementare che lo accoglie. L'A. pone in risalto le riflessioni iniziali dell'intero gruppo docente per capire come entrare in rapporto con Franco, rispettandolo e aiutandolo, senza forzarlo nel suo percorso di avvicinamento agli altri e alla scuola. Viene quindi sottolineata l'importanza della ricerca di strumenti mediatori per il rapporto con l'adulto. "Occorreva programmare un intervento strutturalmente diverso, che ci permettesse di agganciarci alle tappe evolutive che precedono la nascita di un reale rapporto interpersonale". L'oggetto mediatore, che nel caso di Franco è stato individuato nel computer, si è rivelato oggetto capace di forzare la sua chiusura comunicativa.
 
Come rispondere all'esigenza di predisporre una didattica per recuperare competenze deboli e obiettivi non raggiunti? Cosa fare per recuperare davvero? Se l'intervento didattico mirato al recupero produce certamente un qualche incremento negli apprendimenti di tipo procedurale, difficilmente l'insegnamento basato sull'allenamento e la ripetizione può creare schemi concettuali stabili e stili di pensiero capaci di padroneggiare la complessità di un testo, di una situazione problematica, di un piano di scrittura. Con questo nuovo libro gli AA. si sono proposti di perseguire i seguenti obiettivi: costruire la necessaria competenza pedagogica e metodologica che consenta di progettare percorsi didattici che permettano, anche all'alunno in difficoltà, di accedere al sapere; costruire competenze comunicative e relazionali che rendano i docenti capaci di affrontare le situazioni di diversità senza appiattirle sul deficit; attivare processi alti e migliorare contemporaneamente le abilità tecniche.
 
L'A. sostiene che è possibile e utile proporre un laboratorio di video-immagine incentrato su obiettivi educativi, finalizzati a creare maggior dinamicità nel gruppo classe, privilegiando l'aspetto relazionale rispetto a quello scenico. Questo approccio può essere efficace per migliorare l'integrazione in classi con studenti con difficoltà comportamentali e sociali, dando a tutti l'opportunità di vedere se stessi e gli altri in modo diverso. Il video infatti dà la possibilità di rivisitare e reinterpretare l'immagine personale e sociale propria e degli altri, aprendo nuove opportunità di relazione. L'A. ritiene che se si riesce a portare il ragazzo difficile ad accettare la propria immagine e a giocare con essa allo scopo di costruire un personaggio e interpretare un ruolo, si può smuovere la rigidità del rapporto che egli ha con gli altri.
 
Le AA. riportano un progetto di intervento educativo sperimentato in un Istituto per sordomuti di Roma. Il soggetto, una bambina pluriminorata da otto anni, presenta una completa inefficacia comunicativa nonostante la sua forte intenzionalità. Gli operatori, dopo una serie di risultati fallimentari, elaborano un progetto di intervento che, prescindendo dai normali canali di adattamento e socialità, privilegi gli aspetti relazionali. Utilizzano due tipi di strumenti: 1. gli audiovisivi, che permettono una rapida acquisizione di conoscenze e favoriscono lo sviluppo di abilità cognitive; 2. una forma di comunicazione visivo-gestuale definita LIS (Lingua Italiana dei Segni), in modo che il soggetto possa imparare a decontestualizzare, cioè ad utilizzare il segno e non il contatto diretto con l'oggetto. La bambina non solo scopre la propria capacità comunicativa, ma inizia anche a collaborare attivamente e a recepire le nuove stimolazioni didattiche.
 
Le AA. riportano un progetto di intervento educativo sperimentato in un Istituto per sordomuti di Roma. Il soggetto, una bambina pluriminorata da otto anni, presenta una completa inefficacia comunicativa nonostante la sua forte intenzionalità. Gli operatori, dopo una serie di risultati fallimentari, elaborano un progetto di intervento che, prescindendo dai normali canali di adattamento e socialità, privilegi gli aspetti relazionali. Utilizzano due tipi di strumenti: 1. gli audiovisivi, che permettono una rapida acquisizione di conoscenze e favoriscono lo sviluppo di abilità cognitive; 2. una forma di comunicazione visivo-gestuale definita LIS (Lingua Italiana dei Segni), in modo che il soggetto possa imparare a decontestualizzare, cioè ad utilizzare il segno e non il contatto diretto con l'oggetto. La bambina non solo scopre la propria capacità comunicativa, ma inizia anche a collaborare attivamente e a recepire le nuove stimolazioni didattiche.
 
Si presentano i vantaggi del linguaggio informatico nell'educazione, particolarmente nel recupero cognitivo del ritardo mentale. Si ritiene, infatti, che il sistema scolastico possa migliorare la propria funzionalità proprio fondando l' insegnamento su metodologie analitiche di controllo, mediante l' uso di 'computer'. Ciò richiede agli insegnanti soltanto la conoscenza di alcuni principi di psicologia dell' apprendimento e di alcune regole di programmazione. Per il recupero dell' insufficienza mentale sono dunque necessari: a) un modello evolutivo di riferimento, di tipo cumulativo o interazionale; b) una accurata diagnosi che raccolga dati sulla storia e sul comportamento attuale del soggetto, e valuti le sue effettive abilità e conoscenze; c) un programma individualizzato: è soprattutto in questo terzo momento che l' insegnante - o l' educatore - può essere efficacemente affiancato dal 'computer', attraverso l' impiego di algoritmi di apprendimento. Questi permettono di impostare il problema, scomporre il compito in sequenze di operazioni elementari, strutturare e organizzare le unità didattiche in vista di determinati obiettivi. Inoltre, l'uso di algoritmi permette una visione 'standard' della situazione specifica, utilizzabile anche da operatori diversi ad un alto livello di oggettività. Viene presentato, a questo proposito, un esempio operativo di programmazione algoritmica progettato per un soggetto insufficiente mentale medio, il cui ritardo è per lo più dovuto a deficit di tipo ambientale. L' intervento si articola in un pacchetto di sei programmi, dettagliatamente descritti, con particolare attenzione alla struttura tecnica del diagramma di flusso e ai vari momenti del controllo e della verifica
 
In relazione alle persone con ritardo mentale le tecnologie informatiche possono essere di supporto agli educatori oppure possono aiutare direttamente le persone disabili ad accedere alle informazioni e a strutturare il proprio apprendimento. Dopo una definizione di ritardo mentale, le AA. indicano alcuni percorsi educativi che sfruttano l'uso dell'informatica per il raggiungimento di una maggiore autonomia e integrazione sociale. I percorsi educativi sono stati pensati sia per aree che per obiettivi da raggiungere e i software sono stati così raggruppati a seconda delle diverse aree di intervento.
 
E'ormai diffuso nelle scuole italiane l' uso dell' elaboratore elettronico come ausilio nell' attività didattica, ma un aspetto ancora oggi poco considerato e di cui mancano esperienze, è l' applicazione dell' informatica come soluzione al problema degli alunni portatori di handicap fisici. La barriera fisica rappresentata dalle difficoltà di movimento e di manipolazione porta con sè enormi difficoltà al pieno sviluppo delle potenzialità mentali dell' alunno handicappato. L' Istituto Tecnico Industriale "Vallardi" di Fossano, in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Cuneo e con le USL di Savignano e di Fossano, è riuscito ad ideare un progetto di intervento che si proponeva la realizzazione di un programma computerizzato per alunni portatori di handicap fisici. Nell' anno scolastico 1985-1986 si era posto il problema di un ragazzo disabile che affetto da distrofia muscolare aveva dovuto rinunciare agli studi regolari dopo aver frequentato normalmente le medie ed i primi due anni di liceo, così è stato ideato un programma per ragazzi disabili che rende possibile integrare in modo molto semplice, riducendo al minimo le procedure manuali, le difficoltà che essi hanno nell' espressione fisica e verbale. Questi ragazzi possono scrivere, introdurre contemporaneamente disegni, eseguire calcoli su una calcolatrice simbolica, muovere, manipolare, trasferire e memorizzare tutto ciò che si trova sullo schermo. Il nostro ragazzo si è finalmente sentito comegli "altri" e dopo undici anni di scuola è riuscito a fare i compiti da solo con l' utilizzo del computer. Il programma è a disposizione di chiunque ne farà richiesta presso l'Istituto "Vallardi" di Fossano; è scritto in linguaggio Basic e "gira" su sistemi operativi MS-DOS (Olivetti M24 e M28, IBM PC, ecc). Verrà fornito su dischetto senza protezioni, per poter permettere eventuali modifiche, completo di manuale. Sarà sufficiente da parte delle scuole far pervenire il materiale su cui registrare il programma ed accollarsi le spese postali
 



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