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Bibliografia

L'uso del computer da parte del non vedente adulto è un fatto ormai acquisito, il sintetizzatore di voce Optacom (lettore elettronico che trasforma i caratteri visivi di scrittura in vibrazioni tattili), strumentazioni specifiche che trasformano i testi stampati in codice Braille (sistema di scrittura in rilievo) e corsi specifici consentono al non vedente di svolgere la professione di programmatore e di utilizzare il computer. Il Centro Tiflopedagogico dell' Istituto dei ciechi di Milano ha preso in esame un settore ancora inesplorato relativo all' uso del computer quale strumento di apprendimento del non vedente in età evolutiva. Obbiettivo della ricerca è l'individuazione di nuove possibilità grafo-tattili per il non vedente che permettono sia l' acquisizione e il rinforzo dei concetti topologici ed euclidei relativi alla rappresentazione dello spazio, sia la realizzazione immediata di produzioni grafo-tattili progettate dall' allievo non vedente o dall' insegnante e come tali quindi accessibili per verifica e discussione sia da vedenti che non. La ricerca si è svolta all' analisi approfondita del ruolo del tatto attivo nei processi di concettualizzazione della forma. La definizione degli spazi minimi e massimi leggibili tattilmente attraverso la mano e le mani ravvicinate, capacità del polpastrello di costituirsi lettore di forme, ci ha permesso di definire obiettivi cognitivi relativi all' organizzazione spaziale. La realizzazione attraverso il computer di rappresentazioni di forme e di dimensioni diverse, di forme semplici e complesse permette una circolarità immediata tra: rappresentazione mentale, codice verbale, linguaggio macchina, linguaggio grafico. Ma con i sistemi tradizionali in uso al non vedente è quasi possibile l'auto correzione invece attraverso il computer si potrà raggiungere la possibilità di modificare immediatamente una produzione, di scomporla in fasi successive e di mantenere sia le sequenze di un progetto sia la sintesi finale
 
Allo Smau, la fiera dell'informatica italiana, è stato presentato nell' autunno del 1987 un sistema particolarmente adatto ai non vedenti: un personal computer in grado di parlare di leggere da un foglio dattiloscritto. Dotato di una scheda contenente un chip per la sintesi vocale, creata dall' ingegner La Ferlita, e di un programma che permette di selezionare ciò che si vuole ascoltare a voce, cui ha collaborato l' avvocato Nardone presidente dell' associazione "Radio Club ciechi d' Italia", l' elaboratore permette di sentire anche l' output della tastiera. Completato da uno scanner, modulo per la lettura dei caratteri stampati, il computer diviene particolarmente adatto per l' inserimento dei privi di vista nel mondo del lavoro. L' avvocato Nardone chiede che il mezzo, del costo attuale di tre milioni di lire, sia inserito nell' elenco degli ausili gratuiti per i disabili
Autore: Rossana Ciani
Data: 1987
 
Il panorama italiano dei media si arricchisce ogni giorno di più: è stata infatti annunciata la pubblicazione della prima enciclopedia per ragazzi su floppy disk (74 più uno per gli indici) o su disco rigido da 32 Mb, equivalente a 15 volumi tradizionali, con in più un buon programma di gestione dati e di aggiornamento. Si chiama Oceanica Bit ed è stata preparata in cinque anni da una equipe di studiosi del Centro Studi Didattico-pedagogici di Padova. Viene presentata insieme al supporto hardware che la fa girare: un personal computer "personality" distribuito dalla Microtek Italia con sistema operativo ms-dos 3.21 che permette di integrare l'enciclopedia con i più noti programmi di video-scrittura (Wordstar. Framework, Simphony) e di gestione archivi. Inoltre sarà dotata di un sintetizzatore vocale e verrà donata alle sedi del Radio Club Ciechi d' Italia per cercare di avvicinare sempre più il mondo dei ciechi a quello dei vedenti. Il progetto prevede un continuo aggiornamento e successivamente l'uscita di una versione su videodisco, con immagini oltre che testi
Autore: AA.VV.
Data: 1988
 
La sperimentazione di tecnologie di sintesi vocale è oggetto d'interesse per l' inserimento in massa di non vedenti nel mondo del lavoro e della cultura. Tommaso Daniele, presidente dell' Unione Italiana Ciechi, ritiene che tale tecnica possa superare i limiti denunciati da altre metodologie: l' uso degli elaboratori a tastiera Braille faticoso per le attività professionali e l' impiego di registrazioni su nastro poco flessibile nella gestione delle informazioni. Oggi l' utilizzazione di elaboratori capaci di capire e produrre la voce umana è stato sperimentato su 60 analisti programmatori e su 1000 centralinisti ciechi. In attesa di un programma nazionale che estenda a tutti i non vedenti tale sistema, si coordinano gli sforzi nella ricerca. In particolare a Firenze, il gruppo del CNR guidato da Paolo Graziani, ha realizzato un prototipo studiato appositamente per i privi di vista. La speranza è che la sintesi vocale possa impiegarsi per applicazioni più specialistiche e impegnative di quelle già sperimentate
 



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