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Bibliografia

L'articolo documenta l'utilizzo del programma "Nascondo" - software di pubblico dominio realizzato dal progetto INDIS per esercizi di cloze - con alunni di terza (sei classi) e quarta elementare (una classe). Il percorso è stato così articolato: testi di ingresso su carta, da svolgere individualmente, in classe; approccio alla macchina per piccoli gruppi; avviamento al programma "Nascondo"; attività individuale di completamento di testi al computer - non più di tre per incontro, secondo i cinque livelli di difficoltà individuati in precedenza -; stampa del brano completato; discussione e confronto sulle difficoltà incontrate, le strategie utilizzate; lettura ed analisi collettiva dei brani più complessi; test finale su carta, I risultati evidenziano come lo sforzo di "decifrare" lettere e parole venga in parte superato dall'uso appagante del computer; il mouse riduca le difficoltà derivanti dalla scrittura; la brevità e gradualità dei testi permetta anche ai bambini con difficoltà di comprensione di arricchire le proprie competenze linguistiche; la discussione di gruppo si traduca in nuove strategie operative; la tecnica del cloze si presti ad osservare e verificare il livello linguistico-cognitivo degli alunni e a stimolarli ad una riflessione linguistica complessa e diversificata.
 
Si illustrano le connessioni tra la natura del linguaggio umano, la sua funzione cognitiva e le componenti "hardware" e "software" e dell'anima all' interno dell' evoluzione umana, a partire dallo studio delle patologie linguistiche. Tra il 1600 e l' 1800 si fronteggiano due partiti: il "naturale", che sostiene il metodo oralista, e "l' artificiale", che difende il tradizionale metodo segnico-manuale. Il modello proposto da quest' ultimo riconosce l' assoluta priorità del pensiero sul linguaggio e rafforza l' addestramento sintattico puntando al livello semiotico dell' educazione linguistica fondato su un impianto di tipo relazionale. Nel 1700, dopo un lungo periodo di predominio degli artificialisti, J. C. Amman propone un tipo di sintassi sinergica, basata sull' associazione tra parole invece che singole lettere, simile al metodo sinergico sfruttato dall' Intelligenza Artificiale contemporanea. Viene così messa in luce la limitatezza intrinseca del segno non vocale, dovuta al sovraccarico grammaticale e alla difficoltà procedurale nell' apprensione personalizzazione e concretizzazione degli apparati cognitivi. Nel '900, con O. Sacks e K. Goldstein, si ha la critica della neurologia meccanicistica e l'affermazione dal punto di vista olistico, mentre con R. Jakobson si indaga sulle afasie sintattiche e semantiche
Autore: Antonino Pennisi
Data: 1989
 



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