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Bibliografia

L'articolo racconta l'incontro e la relazione dell'A. con Franco, 8 anni, bambino con tratti autistici, e con gli insegnanti e i compagni della scuola elementare che lo accoglie. L'A. pone in risalto le riflessioni iniziali dell'intero gruppo docente per capire come entrare in rapporto con Franco, rispettandolo e aiutandolo, senza forzarlo nel suo percorso di avvicinamento agli altri e alla scuola. Viene quindi sottolineata l'importanza della ricerca di strumenti mediatori per il rapporto con l'adulto. "Occorreva programmare un intervento strutturalmente diverso, che ci permettesse di agganciarci alle tappe evolutive che precedono la nascita di un reale rapporto interpersonale". L'oggetto mediatore, che nel caso di Franco è stato individuato nel computer, si è rivelato oggetto capace di forzare la sua chiusura comunicativa.
 
L'uso del computer da parte del non vedente adulto è un fatto ormai acquisito, il sintetizzatore di voce Optacom (lettore elettronico che trasforma i caratteri visivi di scrittura in vibrazioni tattili), strumentazioni specifiche che trasformano i testi stampati in codice Braille (sistema di scrittura in rilievo) e corsi specifici consentono al non vedente di svolgere la professione di programmatore e di utilizzare il computer. Il Centro Tiflopedagogico dell' Istituto dei ciechi di Milano ha preso in esame un settore ancora inesplorato relativo all' uso del computer quale strumento di apprendimento del non vedente in età evolutiva. Obbiettivo della ricerca è l'individuazione di nuove possibilità grafo-tattili per il non vedente che permettono sia l' acquisizione e il rinforzo dei concetti topologici ed euclidei relativi alla rappresentazione dello spazio, sia la realizzazione immediata di produzioni grafo-tattili progettate dall' allievo non vedente o dall' insegnante e come tali quindi accessibili per verifica e discussione sia da vedenti che non. La ricerca si è svolta all' analisi approfondita del ruolo del tatto attivo nei processi di concettualizzazione della forma. La definizione degli spazi minimi e massimi leggibili tattilmente attraverso la mano e le mani ravvicinate, capacità del polpastrello di costituirsi lettore di forme, ci ha permesso di definire obiettivi cognitivi relativi all' organizzazione spaziale. La realizzazione attraverso il computer di rappresentazioni di forme e di dimensioni diverse, di forme semplici e complesse permette una circolarità immediata tra: rappresentazione mentale, codice verbale, linguaggio macchina, linguaggio grafico. Ma con i sistemi tradizionali in uso al non vedente è quasi possibile l'auto correzione invece attraverso il computer si potrà raggiungere la possibilità di modificare immediatamente una produzione, di scomporla in fasi successive e di mantenere sia le sequenze di un progetto sia la sintesi finale
 
La vasta diffusione dei computer è dovuta alla versatilità di questo strumento dotato di una capacità pressochè illimitata di manipolazione di simboli: esso infatti permette di risparmiare fatica e consente manipolazioni simboliche più estese di quelle che riusciremmo ad eseguire in base alle nostre capacità naturali. In quest'ottica va inquadrato l'utilizzo del computer come aiuto per i portatori di handicap: per l'handicap di natura fisica il computer costituisce una possibile interfaccia tra il soggetto e l'ambiente circostante mentre per altri tipi di handicap possono essere utilizzati programmi di apprendimento guidato o di simulazione.
 
Il computer può essere usato per insegnare concetti elementari in modo semplice e divertente: è in questi termini che diviene un ottimo collaboratore nella riabilitazione dei bambini disabili, non certo addentrandosi nella complessita della sua programmazione. Inizialmente è presentato il metodo di "apprendimento senza errori", ripercorrendo le esperienze di Terrace sui piccioni, e le sue possibili applicazioni. In particolare è descritta una possibilità di impiego con bambini di ritardo mentale medio e medio-lieve con disturbi di apprendimento circa il concetto di quantità. In seguito sono illustrate le opportunità offerte dall'uso del computer nell' ambito di una simile strategia didattica. Nell' articolo sono presenti dei riferimenti bibliografici
Autore: Fabio Celi
Data: 1991
 
Allo Smau, la fiera dell'informatica italiana, è stato presentato nell' autunno del 1987 un sistema particolarmente adatto ai non vedenti: un personal computer in grado di parlare di leggere da un foglio dattiloscritto. Dotato di una scheda contenente un chip per la sintesi vocale, creata dall' ingegner La Ferlita, e di un programma che permette di selezionare ciò che si vuole ascoltare a voce, cui ha collaborato l' avvocato Nardone presidente dell' associazione "Radio Club ciechi d' Italia", l' elaboratore permette di sentire anche l' output della tastiera. Completato da uno scanner, modulo per la lettura dei caratteri stampati, il computer diviene particolarmente adatto per l' inserimento dei privi di vista nel mondo del lavoro. L' avvocato Nardone chiede che il mezzo, del costo attuale di tre milioni di lire, sia inserito nell' elenco degli ausili gratuiti per i disabili
Autore: Rossana Ciani
Data: 1987
 
Il panorama italiano dei media si arricchisce ogni giorno di più: è stata infatti annunciata la pubblicazione della prima enciclopedia per ragazzi su floppy disk (74 più uno per gli indici) o su disco rigido da 32 Mb, equivalente a 15 volumi tradizionali, con in più un buon programma di gestione dati e di aggiornamento. Si chiama Oceanica Bit ed è stata preparata in cinque anni da una equipe di studiosi del Centro Studi Didattico-pedagogici di Padova. Viene presentata insieme al supporto hardware che la fa girare: un personal computer "personality" distribuito dalla Microtek Italia con sistema operativo ms-dos 3.21 che permette di integrare l'enciclopedia con i più noti programmi di video-scrittura (Wordstar. Framework, Simphony) e di gestione archivi. Inoltre sarà dotata di un sintetizzatore vocale e verrà donata alle sedi del Radio Club Ciechi d' Italia per cercare di avvicinare sempre più il mondo dei ciechi a quello dei vedenti. Il progetto prevede un continuo aggiornamento e successivamente l'uscita di una versione su videodisco, con immagini oltre che testi
Autore: AA.VV.
Data: 1988
 
L'articolo racconta l'esperienza professionale e personale condotta da un insegnante di sostegno con un bambino di sette anni dai tratti autistici e per questo caratterizzato da difficoltà profonde di relazione e di condivisione di spazi, tempi e regole comuni. L'A. colloca questa situazione specifica all'interno di una riflessione sul senso educativo possibile per chi sta accanto, nella scuola, a bambini con deficit psichici gravi e con marcati disturbi relazionali. Il lavoro educativo che diventa ricerca di strategie, modalità, mediazioni adeguate per trovare spiragli nel rapporto con il bambino e per costruire una base per eventuali apprendimenti. Nel caso riportato dall'articolo questa funzione mediatrice è stata svolta dal computer che diventa un esempio riuscito di utilizzo di comunicazione facilitata che, guidata dall'adulto, delinea un percorso per avvicinarsi ad un'identità più stabile e sicura.
 
L'articolo documenta l'utilizzo del programma "Nascondo" - software di pubblico dominio realizzato dal progetto INDIS per esercizi di cloze - con alunni di terza (sei classi) e quarta elementare (una classe). Il percorso è stato così articolato: testi di ingresso su carta, da svolgere individualmente, in classe; approccio alla macchina per piccoli gruppi; avviamento al programma "Nascondo"; attività individuale di completamento di testi al computer - non più di tre per incontro, secondo i cinque livelli di difficoltà individuati in precedenza -; stampa del brano completato; discussione e confronto sulle difficoltà incontrate, le strategie utilizzate; lettura ed analisi collettiva dei brani più complessi; test finale su carta, I risultati evidenziano come lo sforzo di "decifrare" lettere e parole venga in parte superato dall'uso appagante del computer; il mouse riduca le difficoltà derivanti dalla scrittura; la brevità e gradualità dei testi permetta anche ai bambini con difficoltà di comprensione di arricchire le proprie competenze linguistiche; la discussione di gruppo si traduca in nuove strategie operative; la tecnica del cloze si presti ad osservare e verificare il livello linguistico-cognitivo degli alunni e a stimolarli ad una riflessione linguistica complessa e diversificata.
 
E'stato sperimentato un programma coadiuvante la terapia per la cura della balbuzie in soggetti adulti, sfruttando la capacità di somministrare stimoli e di catturare l' attenzione del calcolatore. La macchina aiuta la correzione di comportamenti errati attraverso esercizi di risposta su tastiera a stimoli visivi ed uditivi, sollecita il carattere automatico di lettura e di produzione della parola, simula situazioni reali, interagisce col paziente. L' uso del programma non richiede alfabetizzazione informatica e non sostituisce il lavoro del logopedista che può personalizzare la terapia e variare la difficoltà degli esercizi in tempo reale. Inoltre parlando al computer il paziente non si sente ridicolizzato, l' autonomia nella gestione del programma determina un miglioramento dell' autostima e si ottiene un prolungamento della esposizione alla cura anche senza la diretta partecipazione del logopedista. Unico limite la mancanza di un buon sintetizzatore vocale
Autore: AA.VV.
Data: 1988
 
Durante il Convegno di Rimini è stata presentata un'esperienza secondo la quale è possibile utilizzare il 'computer' anche nel recupero di bambini con gravi difficoltà di apprendimento. Questo strumento è stato affiancato alle normali terapie di psicomotricità e logopedia, all' interno delle strutture pubbliche riabilitative. I bambini interessaati sono portatori di handicap cognitivi, cioè presentano soprattutto difficoltà nell' apprendimento della lettura e della scrittura. Secondo la teoria procedurale dell' acquisizione delle competenze, che prende avvio dall' informatica, tali difficoltà di apprendimento sono interpretabili come errori nell' applicazione di alcune procedure cognitive generali. L' errore, tuttavia, va analizzato e compreso a fondo, perchè proprio attraverso di esso si arriva a sviluppare nel soggetto una data abilità. Si può utilizzare, così, la costruzione di algoritmi e diagrammi a blocchi nella comunicazione didattica, per guidare lo sviluppo delle capacità logiche di base, con fini di espressione, previsione e azione diretta sulla realtà. In particolare, possono essere risolti i problemi di linguaggio, soprattutto il passaggio da significante a significato, mediante i linguaggi artificiali. In generale, un'impostazione didattica deve considerare le differenze tra i bambini nei ritmi di apprendimento, nello sviluppo mentale e le diverse capacità di ritenzione individuali. Dopo aver elaborato una diagnosi sull' handicap, l' insegnante può predisporre itinerari individualizzati, basati sulle esigenze di sviluppo specifiche del singolo bambino. Nell' esperienza citata sono stati utilizzati, ad es., lo "structured reinforcement" (per la rilevazione oggettiva delle conoscenze, la registrazione dei progressi e dei risultati, ad es. nella balbuzie ed altre difficoltà di lettura), i "mathematical skills" (per le abilità logico-matematiche), i video-giochi (per la capacità di previsione, la motricità fine, il coordinamento) e il "word processing" (molto positivo soprattutto nei suoi ultimi sviluppi)
 
La necessità quotidiana di comunicare trova la sua migliore realizzazione nell'uso della parola: qualora tale canale non sia utilizzabile la comunicazione si rivela un problema grave e reale. La "comunicazione alternativa" si occupa di realizzare tecniche che permettano di soddisfare tali necessità. In questo articolo si presenta una di queste tecniche, il Metodo Bliss (MB), che utilizzando una serie di simboli iconografici permette a persone afasiche di comunicare attraverso un computer. Tutti i simboli, detti Blissymbol, sono raggruppati in una tabella cartacea usata nella comunicazione, e la loro sequenza è la frase che l' interlocutore sarà in grado di decifrare, grazie al significato in linguaggio naturale
Autore: Lorella Colombini
Data: 1991
 
Il volume si occupa dei disturbi dell'apprendimento scolastico: gli alunni che ne sono affetti raramente sono "certificati". Questo significa che essi non possono avere un sostegno e, come conseguenza, che sviluppano spesso un pessimo rapporto con la scuola e con lo studio in generale. Nella prima parte gli A. forniscono una serie di consigli per il miglioramento della velocità e della correttezza della lettura, della scrittura e della comprensione e produzione del testo scritto. Si occupano inoltre delle abilità di calcolo e della soluzione dei problemi di matematica. Nella seconda parte vengono affrontate le difficoltà "aspecifiche", non collegate cioè a specifiche difficoltà di apprendimento: difficoltà attentive, visuospaziali, legate a disagi emotivo-relazionali. Viene affrontato inoltre il problema dei disturbi misti di apprendimento, di quegli alunni cioè che hanno prestazioni inferiori ai livelli attesi in più aree di apprendimento. Nella terza parte infine vengono descritti i modelli sperimentali da utilizzare per la misura degli effetti del trattamento.
 
L'art. presenta gli strumenti, i programmi e la didattica con il computer destinati a bambini con deficit visivi anche gravi. Offre indicazioni su come affrontare il lavoro quotidiano, cercando soluzioni sempre adeguate al bambino, al suo problema, agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Un bambino con problemi visivi può usare il computer in modo molto efficiente e funzionale; a volte sarà necessario acquisire apparecchi o programmi aggiuntivi, ma in molti casi sarà sufficiente configurare opportunamente una normalissima postazione e prendere opportuni accorgimenti perché il bambino con deficit visivo possa, assieme ai compagni, applicarsi alle attività didattiche che normalmente vengono svolte in aula informatica.
Autore: Flavio Fogarolo
Data: 2001
 
E' necessario che la comunicazione rivolta agli autistici aiuti a superare le loro difficoltà relazionali attraverso strategie facilitatorie. Queste strategie comportano un uso esteso di analogie e similitudini. Le nuove tecnologie possono fare molto in questo campo.
Autore: Andrea Canevaro
Data: 2003
 
In questo articolo si mostra come alcuni studenti autistici abbiano manifestato abilità cognitive, di lettura, di scrittura e di calcolo del tutto insospettate grazie alla tecnica della comunicazione facilitata. Viene illustrata brevemente tale tecnica che prevede la presenza di un "facilitatore" che affianca il soggetto reggendogli l'avambraccio o la mano. Tale sostegno serve anche per aiutare a cominciare a scrivere e per trasmettere sostegno emozionale. Il facilitatore non interviene nella scelta delle lettere nè di altri elementi come immagini o forme geometriche e dovrebbe attenuare gradatamente il sostegno fisico. Vengono illustrati diversi esempi di applicazione di tale tecnica con bambini e ragazzi autistici a dimostrazione della sua efficacia.
 
La pubblicazione riporta i contributi di autorevoli studiosi in materia dei disturbi dell'apprendimento, raccolti in occasione del 4° convegno "Imparare: questo è il problema. La dislessia da dove viene e dove va" e del 5° convegno "Imparare: questo è il problema. Contorni e dintorni della dislessia. Sviluppo, educazione, istruzione, riabilitazione, emozioni, relazione nel bambino con DSA". La dislessia viene affrontata da un punto di vista neuropsicologico, funzionale e riabilitativo con attenzione particolare ai fattori contestuali e psicologici. Intento del Servizio Minori, che si occupa di disturbi dell'apprendimento, è quello di promuovere un momento formativo di alto livello. In quest'ambito si riconosce il diritto di ogni bambino con DSA ad una diagnosi accurata ed esauriente che definisca la qualità e l'entità del disturbo, per definire l'ambito dell'apprendimento scolastico compromesso (lettura, scrittura, calcolo) e il tipo di difficoltà che può essere di ordine fonologico, visuo-percettivo, meta cognitivo e linguistico. Il secondo diritto da garantire è quello della possibilità di avvalersi, nei casi più gravi, di un apprendimento individualizzato in grado di assicurare un percorso scolastico adeguato alle difficoltà cognitive o sensoriali.
 
L'articolo propone una riflessione sul tema della "comunicazione facilitata" attraverso personal computer o altri strumenti, aiutata da un adulto facilitatore e rivolta a persone autistiche o con gravi disturbi della comunicazione. Il metodo della comunicazione facilitata ha suscitato reazioni, positive e negative, molto forti: da un lato, sostenitori entusiasti ne evidenziano le potenzialità per sviluppare una conoscenza più appronfondita di alcuni disturbi evolutivi e un rapporto nuovo con i soggetti che ne sono affetti; dall'altro viene duramente criticato perchè non ne sono chiari i presupposti teorici e, in condizioni sperimentali, si è dimostrato inefficace. L'autore esplora i precedenti storici e propone un punto di vista allo stesso tempo cauto ed aperto.
 
Il presente nucleo monotematico raccoglie i lavori del Convegno organizzato a Casalnoceto (Al) il 30 ottobre 1995 dal Centro di Ricerca delle Tecnologie dell'Istruzione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dal Centro di Riabilitazione Paolo VI di Casalnoceto. Gli studiosi sottolineano e analizzano nei vari contributi le potenzialità del computer nell'istruzione del ritardato mentale, non solo come supporto e facilitatore all'apprendimento, ma anche come strumento di potenziamento cognitivo. Indice. Introduzione (Carrubba, Letizia). Il connessionismo come interpretazione del funzionamento mentale (Sartori, Giuseppe; Liccione, Davide; Lo Priore, Corrado). L'uso del computer come facilitatore dell'apprendimento. Un'esperienza con un disabile cognitivo anartrico (Stella, Giacomo). L'utilizzo del computer nel ritardo mentale (Celi, Fabio). Il potenziamento cognitivo: uso del computer e del problem solving (Pilone, Maurizio). Problem solving interpersonale (Morgavi, Tiziano; Gatti, Claudio). Un computer per maestro (Chiapparoli, Roberto). Il metodo Feuerstein: un programma di potenziamento cognitivo. Aspetti teorici e proposte applicative nel ritardo mentale (Muzio, Carlo; Banco, Elisabetta; Cattaneo, Maria; Manfredi, Paolo). Sartori et al. illustrano nei primi contributi la recente teoria connessionista e dimostrano attraverso una simulazione al computer l'ipotesi di funzionemanto di una rete neurale. Stella e Celi ribadiscono la funzionalità del computer nella didattica, purchè siano rispettateche però deve rispondere a due condizioni: gli scopi del programma devono essere comprensibili al soggetto che li utilizza e le funzioni realizzate dal sistema esperto devono essere almeno in parte possedute dal soggetto che lo utilizza. I contributi successivi presentano i risultati di tre sperimentazioni effettuate presso il Centro "Paolo VI" e l'Istituto Psicoterapico "Dosso Verde" di Pavia: la prima ha mirato a sviluppare un potenziamento delle abilità cognitive e metacognitive tramite un addestramento al problem solving interpersonale; la seconda ha realizzato un modello operativo di potenziamento cognitivo attraverso l'utilizzo del Metodo Feuerstein; la terza ha utilizzato il computer in ambito abilitativo e riabilitativo attraverso due esperienze di musicoterapia cognitiva e di logoterapia.
 
Fino a due anni l'A. è un bambino normale. All'improvviso, e inspiegabilmente, piomba in un mutismo assoluto e tronca ogni contatto con il mondo esterno compresi i genitori che assistono impotenti alla sua trasformazione: la diagnosi medica rivela che si tratta di autismo. L'A. si ritira in sé stesso, la realtà lo terrorizza e l'unica barriera contro i pericoli che lo minacciano dall'esterno è il silenzio. Il volume contiene la raccolta di messaggi che Birger ha iniziato a scrivere a diciotto anni con il computer, grazie al metodo della comunicazione assistita, e che svelano l'estrema solitudine e la disperata angoscia in cui gli autistici vivono relegati. I suoi giudizi sulla propria condizione dimostrano sorprendente lucidità ed auto-ironia; inoltre l'A. si ribella ai pregiudizi e rivendica con forza il suo diritto ad essere considerato una persona normale, confessa i suoi desideri di ragazzo e scrive poesie.
Autore: Birger Sellin
Data: 1995
 
Si presentano i vantaggi del linguaggio informatico nell'educazione, particolarmente nel recupero cognitivo del ritardo mentale. Si ritiene, infatti, che il sistema scolastico possa migliorare la propria funzionalità proprio fondando l' insegnamento su metodologie analitiche di controllo, mediante l' uso di 'computer'. Ciò richiede agli insegnanti soltanto la conoscenza di alcuni principi di psicologia dell' apprendimento e di alcune regole di programmazione. Per il recupero dell' insufficienza mentale sono dunque necessari: a) un modello evolutivo di riferimento, di tipo cumulativo o interazionale; b) una accurata diagnosi che raccolga dati sulla storia e sul comportamento attuale del soggetto, e valuti le sue effettive abilità e conoscenze; c) un programma individualizzato: è soprattutto in questo terzo momento che l' insegnante - o l' educatore - può essere efficacemente affiancato dal 'computer', attraverso l' impiego di algoritmi di apprendimento. Questi permettono di impostare il problema, scomporre il compito in sequenze di operazioni elementari, strutturare e organizzare le unità didattiche in vista di determinati obiettivi. Inoltre, l'uso di algoritmi permette una visione 'standard' della situazione specifica, utilizzabile anche da operatori diversi ad un alto livello di oggettività. Viene presentato, a questo proposito, un esempio operativo di programmazione algoritmica progettato per un soggetto insufficiente mentale medio, il cui ritardo è per lo più dovuto a deficit di tipo ambientale. L' intervento si articola in un pacchetto di sei programmi, dettagliatamente descritti, con particolare attenzione alla struttura tecnica del diagramma di flusso e ai vari momenti del controllo e della verifica
 
I bambini sordi, indipendentemente dalle loro abilità cognitive, presentano difficoltà di apprendimento specifiche. La più nota ed evidente è quella che riguarda l'uso della lingua scritta. Per aiutare il bambino sordo a superare o a ridurre questa difficoltà servono percorsi didattici molto mirati e strumenti molto specifici. Il software didattico, classificato in tre differenti tipologie, può offrire molte possibilità per avvicinare i bambini audiolesi alla realtà.
 
Il volume raccoglie gli atti di due recenti convegni sulle tematiche del ritardo mentale e dell'autismo, spaziando dalle problematiche di ordine clinico all'integrazione scolastica passando dalle diverse tecniche di riabilitazione fino all'utilizzo dell'informatica, soffermandosi anche su tecniche particolari quali l'approcchio TEACCH, la comunicazione aumentativa alternativa, l'arteterapia e la pet-therapy.
 
Negli ultimi vent'anni la tecnologia informatica ha offerto un apporto considerevole all'autonomia dei soggetti non vedenti, introducendo e mettendo a loro disposizione strumenti sempre più validi e accessibili. L'uso di speciali dispositivi informatici applicati al personal computer permette di veicolare il messaggio attraverso canali sensoriali alternativi alla vista (tatto, udito), consentendo l'inserimento dell'individuo in ambito sociale, scolastico e lavorativo. Il presente articolo vuole delineare una panoramica delle potenzialità di tali ausilii ed una verifica del loro effettivo impatto nella vita delle persone non vedenti. In particolare si analizzano la funzione, i vantaggi ed i limiti dell'Optacon, della Barra Braille, della Stampante Braille, del Sintetizzatore vocale, del Lettore Ottico (Scanner), ma anche di sussidi ingranditori per ipovedenti. L'articolo inoltre riporta riferimenti a ricerche sull'apprendimento scolastico (scuola elementare e media), mediante ausilii informatici, ed indica le nuove prospettive professionali e culturali delineate dall'informatica per il non vedente.
 
E'ormai diffuso nelle scuole italiane l' uso dell' elaboratore elettronico come ausilio nell' attività didattica, ma un aspetto ancora oggi poco considerato e di cui mancano esperienze, è l' applicazione dell' informatica come soluzione al problema degli alunni portatori di handicap fisici. La barriera fisica rappresentata dalle difficoltà di movimento e di manipolazione porta con sè enormi difficoltà al pieno sviluppo delle potenzialità mentali dell' alunno handicappato. L' Istituto Tecnico Industriale "Vallardi" di Fossano, in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Cuneo e con le USL di Savignano e di Fossano, è riuscito ad ideare un progetto di intervento che si proponeva la realizzazione di un programma computerizzato per alunni portatori di handicap fisici. Nell' anno scolastico 1985-1986 si era posto il problema di un ragazzo disabile che affetto da distrofia muscolare aveva dovuto rinunciare agli studi regolari dopo aver frequentato normalmente le medie ed i primi due anni di liceo, così è stato ideato un programma per ragazzi disabili che rende possibile integrare in modo molto semplice, riducendo al minimo le procedure manuali, le difficoltà che essi hanno nell' espressione fisica e verbale. Questi ragazzi possono scrivere, introdurre contemporaneamente disegni, eseguire calcoli su una calcolatrice simbolica, muovere, manipolare, trasferire e memorizzare tutto ciò che si trova sullo schermo. Il nostro ragazzo si è finalmente sentito comegli "altri" e dopo undici anni di scuola è riuscito a fare i compiti da solo con l' utilizzo del computer. Il programma è a disposizione di chiunque ne farà richiesta presso l'Istituto "Vallardi" di Fossano; è scritto in linguaggio Basic e "gira" su sistemi operativi MS-DOS (Olivetti M24 e M28, IBM PC, ecc). Verrà fornito su dischetto senza protezioni, per poter permettere eventuali modifiche, completo di manuale. Sarà sufficiente da parte delle scuole far pervenire il materiale su cui registrare il programma ed accollarsi le spese postali
 
Una cinquantina di non vedenti hanno terminato i corsi per utilizzatori ciechi del Pc-Vox, riconquistando l'autonomia nella scrittura e nella lettura grazie ad un programma di sintesi vocale che comunica all' utente tutti i caratteri e i contenuti presenti sul video. Tale sistema, promosso dall' Associazione Radio Club Ciechi d' Italia, consente un controllo efficace del testo scritto ed una sua comunicazione diretta con i vedenti tramite stampante, permettendo, ad esempio, un inserimento naturale nella normale attività scolastica. In campo professionale divengono accessibili ai non vedenti programmi di archivio e di contabilità o si facilitano lavori di centralino, sistema Rubivox per rubriche telefoniche. Nel settore telematico si studia l' interfacciamento con sistemi teletext e videotext guardando all' editoria elettronica come unico modo di accesso alla cultura bibliotecaria per i non vedenti. Particolare interesse si rivolge all' impiego di CD Rom per la loro maneggevolezza e compatibilità con la sintesi vocale
 
Le AA. analizzano le problematiche legate all'apprendimento relative a studenti non vedenti o ipovedenti ed evidenziano i punti critici del percorso scolastico soprattutto nelle fasi iniziali legate alle disabilità di base quali lettura, scrittura e calcolo. Sottolineano quindi le possibilità che offre l'utilizzo del computer e danno diverse indicazioni sulle caratteristiche della postazione informatica e sui possibili software.
 
L' avvento delle tecnologie multimediali ha suscitato grandi aspettative riguardo alla loro applicazione nell'educazione di alunni con difficoltà di apprendimento. L'articolo riporta un'esperienza di lavoro con software multimediali condotta con un gruppo di studenti in situazione di handicap di scuola media. Vengono evidenziate le potenzialità di questo approccio - che favorisce un apprendimento più attivo e collaborativo e lo sviluppo di un atteggiamento metacognitivo - e le difficoltà che presenta per questa categoria di studenti, legate principalmente alla complessità del messaggio multimediale. In particolare vengono analizzati: l'uso dei simboli, proprio della multimedialità; la forma ipertestuale come variazione rilevante nell'approccio apprenditivo; l'aspettativa legata all'aumento della dimensione strategica dell'attività di ricerca ed esplorazione proposta dal programma multimediale. (EDS). L'articolo presenta l'esperienza condotta dall'associazione "La nostra famiglia" su 30 alunni preadolescenti con ritardo mentale. La scelta di utilizzare software multimediali a carattere didattico come strumenti per raggiungere traguardi d'apprendimento è giustificata dalla più diretta fruibilità del simbolo (che il software multimediale offre contemporaneamente in forma iconica, verbale, sonora) che presenta un minor grado di astrazione rispetto a quello tradizionale, legato alla parola scritta. Gli AA. osservano alcune fondamentali differenze tra l'apprendimento classico, basato sul libro, e quello qui sperimentato. Il processo cognitivo legato all'utilizzo di programmi multimediali è infatti teso principalmente al raggiungimento della consapevolezza (e non più della competenza) intesa come processo metacognitivo di riflessione, controllo e presa di coscienza sui propri processi di indagine e di pensiero; gli alunni non apprendono contenuti stabiliti una volta per tutte, ma compiono veri e propri percorsi di ricerca, affiancati da insegnanti che assumono un ruolo sempre meno direttivo e sempre più collaborativo; sono sostenuti e rinforzati da feedback costruttivi piuttosto che valutativi e, quindi, motivati a mettere in atto stili cognitivi individuali. (PSI)
 



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