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Introduzione

di Flavio Fogarolo - Iacopo Balocco

Le persone che hanno una limitazione nella visione ma mantengono un residuo visivo sono considerate ipovedenti e costituiscono la maggioranza all'interno del gruppo di persone con minorazione visiva. Mentre la cecità è un concetto ben circoscritto, la varietà dell'ipovisione e la complessità del residuo visivo rendono particolarmente difficile la comprensione delle conseguenze di questa grave disabilità.


Come vede? Cosa vede? Quanto vede? Quando vede?
Queste ed altre sono le domande più frequenti che si pongono coloro che per ragioni diverse si trovano in relazione con persone ipovedenti. La risposta può essere data solamente dalla persona ipovedente stessa, la quale però non può spiegarci ciò che non vede e tantomeno può esplicitare la differenza della sua visione rispetto ad una visione "normale". Un dato certo è che ogni alunno ipovedente si trova in una situazione di handicap particolare e quindi sarà in grado di recepire informazioni visive, o sarà in grado lui stesso di produrle, se caratterizzate da quella combinazione specifica fatta di dimensione degli oggetti, colore, luminosità, contrasto, ecc.
Di fronte a questa variabilità della richiesta, il computer e in particolare il video a colori e la stampante si prestano ad una personalizzazione di queste caratteristiche che possono essere definite in un profilo preciso, attenuando la situazione di handicap in cui la persona viene a trovarsi.