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Introduzione ai PCS

Nell’ampia gamma di tecniche e di risorse destinate a chi si avvale della comunicazione aumentativa e alternativa (CAA) hanno particolare rilievo i linguaggi non verbali basati su raccolte sistematiche di immagini (linguaggi iconografici: pittogrammi e ideogrammi). Essi incontrano soprattutto le esigenze dei bambini colpiti da paralisi cerebrale infantile, il cui danno neuromotorio impedisca loro di controllare l’apparato fono-articolatorio in misura sufficiente ad emettere con la voce suoni articolati e comprensibili ad un interlocutore. Siccome la comunicazione verbale orale precede di molti anni l’apprendimento della lingua scritta, questi bambini, nel periodo precedente alla loro alfabetizzazione, necessitano di un veicolo comunicativo alternativo che sia alla loro portata. E la stessa necessità vale per i bambini che stanno affrontando l’apprendimento della lingua scritta, ma non sono ancora in grado di utilizzarla per una comunicazione rapida ed efficace. Per questo scopo ci si avvale solitamente di tabelle di cartoncino o di comunicatori, tecnologicamente più o meno sofisticati, sui quali vengono applicate le immagini che il bambino utilizza per comunicare, utilizzando diverse tecniche di indicazione, a seconda delle sue capacità motorie. La raccolta di immagini più utilizzata in questo campo è quella dei PCS (Picture Communication Symbols) dell’americana Mayer-Johnson (www.mayer-johnson.com), largamente distribuita anche in Italia. In questa proposta di lavoro si forniranno alcune prime indicazioni per familiarizzare con questo linguaggio e col suo utilizzo in situazione.