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Sta arrivando l'era dei robot per il gioco e l'assistenza domiciliare

28/12/2008

Sono stati presentati a Bologna - nel corso della recente mostra-convegno HANDImatica 2008 - due progetti di ricerca internazionali centrati sulla robotica che vedono tra i promotori anche alcuni studiosi italiani.

Da una parte si lavora per produrre dei robot che consentano ai bambini con disabilità di giocare in autonomia, dall'altra si studiano applicazioni per l'assistenza domiciliare alle persone anziane.
Robot per permettere ai bambini con disabilità di giocare, divertendosi e imparando, sistemi automatizzati per assistere le persone anziane, tenendo sotto controllo il loro stato di salute.
Sono due dei progetti di ricerca internazionale presentati qualche settimana fa nel corso di HANDImatica 2008, la mostra-convegno sulle tecnologie per la disabilità, organizzata a Bologna dalla Fondazione ASPHI (Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l'Handicap mediante l'Informatica), della quale si può leggere nel sito Superando.It il resoconto conclusivo, disponibile cliccando qui.
«Non dobbiamo dimenticare che un bambino disabile è un bambino che ha anche voglia di giocare e di divertirsi», ha dichiarato durante il seminario intitolato La robotica e le persone con disabilità Serenella Besio, docente di Pedagogia e Didattica Speciale presso l’Università della Valle d’Aosta, uno degli otto istituti europei coinvolti nel progetto di ricerca Iromec (Interactive Robotic Social Mediators as Companions).
Promosso dalla Commissione Europea, Iromec ha l’obiettivo di realizzare sistemi robotici interattivi in grado di rispondere all’esigenza dei bambini con gravi disabilità motorie e cognitive di poter giocare in autonomia e di conseguenza - attraverso il gioco - apprendere, crescere, divertirsi e uscire dall’isolamento sociale.
«Il gioco - ha affermato ancora Besio - ha una funzione fondamentale per la crescita armoniosa dei bambini, per lo sviluppo delle loro capacità cognitive e relazionali. Con questo consorzio di ricerca stiamo sperimentando sistemi di robotica che consentano ai bambini con disabilità motorie di giocare con le costruzioni attraverso l'intervento di bracci robotici. Invece, per i bambini con difficoltà relazionali, quelli autistici ad esempio, stiamo sviluppando robot interattivi che siano non solo mediatori di gioco, ma mediatori sociali, che possano stimolarne l’emotività senza spaventarli, ma anzi invogliandoli a relazionarsi con gli altri».
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