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Interfaccia celebrale - Nea Polis 28/11/2008

28/11/2008

Un pò di concentrazione, quel tanto che basta perchè il nostro cervello emetta un segnale, tecnicamente chiamato P300. E con la sola forza del pensiero si accende una luce, lo stereo, la telecamera di sorveglianza, si alza una serranda e tutto ciò che è connesso al terminale.

Il brain computer interface esce da 10 anni di sperimentrazione in laboratorio ed esce anche da almeno 100 anni di film e libri di fantascienza per arrivare a Bologna, ad Handimatica, la fiera delle tecnologie informatiche per i disabili.
Un cospicuo finanziamento della comunità europea proprio per favorire l’inclusione delle persone disabili finanzia le ricerche su Tobi, la tecnologia che tra non molto consenitirà anche di comandare gli arti sostituendosi al midollo spinale e di ridare funzionalità motoria chi è stato colpito da ictus. Alla biennale mostra bolognese di tutto ciò che rende meno dura la quotidianità dei disabili ci sono anche trovate simpatiche, come il primo videogioco che ha per protagonisti eroi con disabilità, scaricabile gratuitamente da internet in inglese o francese ma con la federazione logopedisti che sta lavorando per realizzarne la versione italiana. Poi ci sono software e hardware per individuare fin dalla prima elementare potenziali dislessici e tante idee per gestire con tutto, tranne che con le mani, mouse e tastiera. Un punto più luminoso del viso diventa il mouse, il battito delle palpebre il doppio clic. Con la pupilla degli occhi si lavora mentre ci si sposta in carrozzina che potrà anche lei stessa essere pilotata dagli occhi. Un insieme di informatica e fantasia tali da mettere in ombra strumenti più tradizionali ma comunque di fondamentale importanza per i disabili motori o sensoriali come questo che consente di superare le barriere architettoniche, o quest’altro, open source, che trasforma i piccoli caratteri della grande rete in semplici pulsantoni a beneficio di anziani e ipovedenti.
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