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L'alunno e l'ausilio


Il rapporto tra alunno e ausilio propone degli aspetti problematici che vanno considerati con attenzione. Preliminarmente andranno valutati eventuali atteggiamenti e convinzioni pregiudiziali dell'operatore e/o dei familiari, piuttosto che dell'utente.
Gli ausili si propongono innanzitutto al servizio di una comunicazione alternativa e potenziata, rispetto a quanto possibile per un determinato alunno che presenti difficoltà comunicative.
L'iniziativa nel valutare l'opportunità dell'ausilio, l'accettazione e il suo uso quotidiano da parte dell'ambiente non si dovrebbero considerare scontate per almeno tre fattori:

  1. L'ambiente può ritenere di comprendere già l'alunno "almeno per le cose essenziali", riuscendo a farlo esprimere "con la mimica, la postura e alcuni suoni"; (sullo sfondo può esservi il timore, anche inconsapevole, che svanisca un tipo di relazione basato sulla dipendenza);
  2. Non è adeguatamente diffusa, nei diversi ambienti, un'idea di "comunicazione" allargata, al servizio della crescita e, quindi, della relazione (mancato riconoscimento e/o attribuzione di importanza alla comunicazione per la crescita globale dell'individuo);
  3. La tecnologia, in quanto tale, può non apparire molto "amichevole", vale a dire di facile utilizzo, "trasportabile con facilità", con assistenza adeguata.(problema della ricerca, produzione, circolazione d'informazioni ecc.).

Riguardo all'alunno, questi ovviamente non è un'entità astratta: egli stesso potrà presentare difficoltà di accettazione, ad esempio per aver sviluppato un certo tipo di relazione con l'ambiente primario di riferimento (famiglia, assistente, scuola...) nel quale è (forse) consentita una comunicazione dei bisogni più o meno essenziali con dinamiche psicologiche diverse secondo i casi e che dovranno essere considerate.
L'approccio dell'alunno all'ausilio tecnologico (come per ogni bambino rispetto alle cose del mondo) potrà risentire dell'atteggiamento delle persone per lui importanti, di come essi gli presenteranno le nuove possibilità che gli si potranno offrire, il loro permanere come punti di riferimento ecc. Soprattutto, essi non dovranno dimenticare il loro ruolo pedagogico, di adulti, rispetto alle possibili titubanze iniziali dell'alunno.